benessere, blog, consulenza pedagogica, Counseling psicobiologico, emozioni, genitore educativo

Covid19 cosa succederà dopo?

Il 14 aprile il cantautore Guccini in un articolo ha detto: “non saremo migliori quando si tornerà alla normalità; gli uomini non imparano si dimenticano”. Probabilmente sarà vero, la storia ce lo dice spesso.

La dimenticanza non produce qualunquismo, spesso è l’intolleranza che genera pura o rabbia. Ce ne rendiamo conto molto poco però delle nostre emozioni.

Gli psicologi Salovey e Mayer parlando di intelligenza emotiva la quale va riconosciuta, vanno identificate le emozioni, usate, capite e regolate. Lo psicologo Goleman, qualche anno dopo, parla di intelligenza emotiva includendo autocontrollo e automotivazione, con entusiasmo e perseveranza. La motivazione è quella che ci fa riconoscere i pensieri negativi e li trasforma in pensieri positivi.

Dobbiamo pensare a ciò che succede ora considerando ciò che viviamo, tenendo in considerazione la presenza e la consapevolezza anche delle emozioni che viviamo e che dobbiamo regolare.

Oggi sembra che la paura no faccia parte di noi. Il sociologo Furedi, parla anche di “imprenditori della paura”, che con le loro pubblicità creano ansia. La paura però è un emozioni primitiva ed è quella che ci blocca se non riusciamo a sbrogliarla pensando a situazioni piacevoli che possono farci passare oltre.

Oltre alla paura c’è la rabbia per l’esasperazione, ma attenzione perché la rabbia ha sicuramente altre emozioni secondarie che la attivano. Ma la rabbia deve essere espressa in modo consapevole.

C’è un bellissimo libro “Tre tazze di tè”: 1993, lo scalatore americano Greg Mortenson, dopo un tentativo fallito di raggiungere la vetta del K2 e una difficile discesa che mette a repentaglio la sua vita, giunge nello sperduto villaggio di Korphe, nel Karakorum pakistano. Gli abitanti lo curano per sette settimane, e per sdebitarsi Greg promette loro che tornerà a costruire una scuola. E’ la storia di quella promessa, delle difficoltà incontrate per mantenerla e della spettacolare riuscita dell’impresa: in una dozzina di anni Mortenson ha costruito non una ma cinquantacinque scuole, ha promosso in particolare l’istruzione delle bambine, da sempre escluse, e ha portato avanti la sua opera nelle zone dominate dai Talebani, anche dopo l’11 settembre e le guerre che hanno insanguinato una terra già martoriata. Dove si racconta la rabbia e la paura, ma alla fine, nonostante tutto, la gioia.

Per gestire questo periodo dobbiamo essere presenti a noi stessi, alle nostre emozioni e gestirle.

Andate a cercarmi anche su YouTube: Ombretta Annoni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...