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AIUTARSI ANCHE CON UNA COMUNICAZIONE EFFICACE, NON VIOLENTA

A casa tutti insieme, bambini, adolescenti e adulti, cosa succede?

La prima cosa è avere un interesse al fatto che non è necessario urlare o ad arrabbiarsi, prima cosa dobbiamo in ogni momento essere consapevoli con noi stessi, sapere le emozioni che proviamo (psicologo Goleman) e saperle gestire.

Prima cosa, dobbiamo riuscire a trovare un posto in cui possiamo essere soli, un momento di introspezioni per noi stessi. Con i bambini è difficile avere molto tempo durante la giornata, magari un po’ di più la sera, ma basta poco 5, 10 minuti, per rigenerarci, se qualcuno la conosce anche con mindfulness. Con gli adolescenti è un po’ più facile spesso sono in camera loro. Con gli adulti possiamo condividere i momenti in cui abbiamo voglia di restare soli.

Noi però abbiamo bisogno anche di parlare.

Ma cos’è il dialogo?

Dialogo: ha un emittente e un destinatario che deve rispondere, nel mezzo c’è la comunicazione, un referente e altre situazioni di cui al moneto non è necessario parlare. Il Dialogo ha alcune codici che devono chiarire i propri sentimenti, ma anche quelli altrui, le idee e i malintesi che spesso senza empatia non riconosciate; riproducendo modi complessi per mettersi in relazione, per ciò in questo momento noi abbiamo bisogno di riconoscere i nostri sentimenti.

In un dialogo c’è anche l’ascolto di ciò che l’altro vuole dire, e non è solo una questione verbale perché il nostro corpo potrebbe dire altro (ascolto empatico). Nell’ascolto di ciò che diciamo e di quello che l’altro vuole dirci, c’è una comprensione, l’individuazione di uno scopo reale (attenzione che non sia uno scopo apparente, perché non è reale), individuare gli elementi principali di un discorso, cogliere la dinamica del racconto e le informazioni o i concetti del discorso, per cui distinguere ciò che c’è di oggettivo o soggettivo.

Parlare congruente e ascolto empatico

La chiarezza nel parlare e nel ascoltare sta nel proporre ciò emozionalmente proviamo, pensieri, desideri, bisogni, benevolenza e ricerca nella qualità di una relazione.

*Comunicare le emozioni, che stiamo provando in quel momento

* Essere precisi su ciò che voglio esprimere, i miei bisogni

*Parlare da un punto di vista personale, quello che dico lo vivo io in questo momento

*Esprimere con chiarezza ciò che si desidera

*Rilevare almeno un aspetto positivo del proprio dialogo

La comunicazione non violenta è stata sviluppata da Marshall Rosenberg, qui c’è un’idea di alcune situazioni che possiamo vivere oggi.

Su YouTube: Ombretta Annoni ci sarà un video

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