Geragogia attiva (Stimolazione cognitiva per la terza e quarta età)

E’ un incontro tra geriatria e pedagogia.

Fu Angiolo Sordi (poeta) ad introdurre nel 1973 questo nuovo vocabolo in un capitolo letto del TRATTATO DI GERIATRIA (di Antonini e Fumagalli)

Voleva intendere L’EDUCAZIONE ALL’INVECCHIAMENTO attraverso la ricerca e l’insegnamento di uno stile di vita che si dimostrasse idoneo alla vecchiaia.

Ma volendo presentare questa disciplina in modo appropriato dobbiamo premettere che della stessa possono essere date due diverse interpretazioni.

Secondo la prima, l’educazione geragogica servirebbe a consentire all’adulto pre-senile l’adattamento ad un genere di vita in continua evoluzione, per cui la “geragogia” dovrebbe intendersi come il momento pedagogico della profilassi e quindi prevenzione dell’invecchiamento “usuale” e dei suoi fattori ambientali. Ma il significato più vero di “geragogia” è quello stabilito dalla scuola di Firenze, secondo cui tale disciplina rappresenta il momento pedagogico della prevenzione anti-senile; è vera e propria EDUCAZIONE ALL’INVECCHIAMENTO, è l’insegnamento diretto all’adulto, ma anche al giovane, affinchè riesca ad invecchiare con successo. In definitiva si chiede all’anziano, ed a chi si accinge a diventarlo, di imparare un nuovo stile di vita che si dimostri idoneo alla vecchiaia.

La pedagogia dell’invecchiamento, infatti, non ha come unica dimensione costituitiva l’educazione degli anziani, perchè riconosce che lo sviluppo riguarda l’intera esistenza (come dimostrato dagli studi di E. H. Erickson, D. J. Levinson e R. L. Gould).

Feuerstein valuta l’intelligenza come uno stato propenso a modificarsi nella sua struttura cognitiva, in risposta al bisogno di adattarsi a nuovi stimoli, di origine interna od esterna non è solo uno stato ereditato.

Il cervello è quindi in grado di modificare la propria struttura e le proprie funzioni, segue cioè una plasticità cerebrale. Ad ogni età l’individuo può cambiare o potenziare le proprie abilità cognitive, migliorando così il proprio rapporto con l’ambiente.

Recenti studi nel campo delle neuroscienze (Hilmann 1999) e della psicogerontologia (Cesa-Bianchi, Cristini 2004) hanno rilevato che durante l’invecchiamento non sono presenti solamente processi di distruzione e di dedifferenziazione, ma anche processi di costruzione e di differenziazione, tanto da far dire a Cesa-Bianchi e Cristini (2009) che «si può incominciare a invecchiare mentre si cresce e continuare a crescere mentre si invecchia»; affermazione che trova riscontro in Maria Luisa De Natale (2001), a proposito del fatto che «l’invecchiamento, in quanto esito dell’interazione sistematica di processi biologici, psicologici e sociali è un processo che dura per tutta la vita, a cominciare dalla nascita».

La persona che segue il training è al centro di tutto con le sue capacità, gli interessi i gusti personali, il rispetto, la percezione di sé e tutti gli organi di senso che ha e che riesce ad utilizzare, la creatività è l’essenza di ognuno di noi.

La definizione aristotelica di felicità, come «pienezza, piena realizzazione dell’uomo, attuazione, ovvero esercizio, della capacità specificamente umana di agire bene, cioè in modo virtuoso, eccellente, perfetto, nell’arco di un’intera vita».

La mente favorisce la stimolazione delle abilità cognitive, memoria, attenzione, ragionamento.

La persona anziana, infatti, che si mantiene attiva ed operosa, può trovare nuovi incentivi e ruoli inopinabili anche nell’età post-lavorativa; appagando così il proprio desiderio di vita ed utilizzando sempre strategie inedite nell’adattamento, nei repentini mutamenti sociali ed esistenziali della nostra epoca.

Quali interventi allora possono dirsi efficaci per le persone che hanno bisogno di noi?

Innanzitutto occorre mantenere il più a lungo possibile l’autonomia nelle attività quotidiane, adattare l’approccio terapeutico in relazione al livello mentale funzionale, l’anziano deve vivere da protagonista, come l’ho è stato durante la vita e di non essere relegato fuori ruolo.

Occorre lavorare sulla:

  • Stimolazione cognitiva (memoria, orientamento ecc.)
  • Stimolazione funzionale e fisica
  • Stimolazione sensoriale
  • Stimolazione sociale, attraverso laboratori di Attività quotidiane per la cura di sé (igiene, abbigliamento, alimentazione ecc.)

Biografia

 “Successo formativo nella prospettiva di Reuven Feuerstein” (R.Feuerstein)

“Vecchio: sostantivo o aggettivo” (Cesa-Bianchi, Cristini)

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